Alberto I, re dei Belgi
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Alberto I (regno 1909–1934), noto come il «Re Soldato» o il «Re Cavaliere», salì al trono belga dopo la morte dello zio, Leopoldo II. Nato a Bruxelles nel 1875, sposò Elisabetta di Baviera e fu padre di Leopoldo III, Carlo e Maria-José. Serio, riservato e di indole tecnica, Alberto coltivò interessi per l'ingegneria, la scienza e il mondo alpino.
La sua prova decisiva arrivò nell'agosto 1914 quando la Germania invase in violazione della neutralità belga. Alberto si rifiutò di abbandonare il suolo belga, assunse il comando diretto dell'esercito e sostenne una difesa tenace lungo il fronte dell'Yser, avvalendosi di inondazioni strategiche che fermarono l'avanzata tedesca. Divenne simbolo di resistenza ostinata, visitando le trincee, condividendo le difficoltà dei soldati e coordinandosi attentamente con i comandanti alleati tutelando al contempo la sovranità del Belgio.
Nel dopoguerra, Alberto sostenne una modernizzazione ponderata della monarchia costituzionale. Sotto il suo regno il Belgio adottò il suffragio universale maschile (1919) e fece progressi verso l'uguaglianza linguistica, culminando con il passaggio all'olandese dell'Università di Gand (1930). Incoraggiò la solidarietà sociale e il rinnovamento industriale, cercando di ricomporre una nazione lacerata dopo l'occupazione e le perdite subite.
Patrono degli studi e della scoperta, Alberto promosse l'ambizione scientifica, sostenendo in particolare la creazione del Fondo nazionale per la ricerca scientifica (F.R.S.–FNRS) nel 1928. Nello stesso anno lui e la regina Elisabetta furono i primi sovrani belgi regnanti a visitare il Congo Belga, dove Alberto sollecitò miglioramenti nell'amministrazione, nelle infrastrutture e nell'istruzione — inquadrare, nelle sue parole, il tutto come dovere e responsabilità umana.
Appassionato alpinista, Alberto trovava conforto negli alti luoghi che amava. Nel 1934 morì in un incidente di arrampicata a Marche-les-Dames, una fine improvvisa che accrebbe la riverenza pubblica. La sua memoria perdura come quella di un sovrano costituzionale che unì il coraggio in guerra alla moderazione nella vittoria, e che cercò l'unità tra classi, lingue e regioni del Belgio.
Ciò che lascio
- Incarnò la determinazione nazionale difendendo la neutralità belga e guidando l'esercito sull'Yser.
- Promosse riforme democratiche, tra cui il suffragio universale maschile e l'uguaglianza linguistica.
- Patrono della scienza e della cultura, sostenendo il F.R.S.–FNRS e il progresso educativo.
- Modello di monarchia costituzionale: dignitoso, misurato e vicino ai suoi soldati.