Costantino il Grande

Costantino il Grande

27 febbraio 272, Naissus (Niš), Serbia - 22 maggio 337, Nicomedia (İzmit), Turchia
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“Marciai sotto il Chi‑Rho e fondai chiese, eppure condannai il mio stesso figlio a morte.”

Sono nato a Naissus, figlio di Costanzo ed Elena. In gioventù appresi il temperamento degli imperatori alla corte di Diocleziano a Nicomedia, dove vigilanza e sospetto erano pane quotidiano. Quando mio padre mi richiamò in occidente, lo raggiunsi in Britannia; dopo la sua morte a Eboracum nel 306 le legioni mi proclamarono Augusto. Da quel momento mi trovai nel mezzo delle intricate ambizioni della Tetrarchia, costretto a combattere non solo i barbari ma anche imperatori rivali che si dichiaravano legittimi.

Contro Massenzio avanzai verso Roma. Prima del Ponte Milvio fui avvertito in sogno di segnare gli scudi con un simbolo; sotto quel vessillo spezzammo le sue linee ed entrammo in città. Più tardi ebbi la meglio su Licinio e resi l'impero unitario. Con lui a Milano ordinai la restituzione dei beni cristiani confiscati e il riconoscimento della libertà di culto. Onorai la Chiesa con favori e cercai la concordia, pur legiferando nei modi romani—limitando certe pene crudeli e riservando il primo giorno della settimana al riposo.

Convocai i vescovi a Nicea nel 325 e li esortai a parlare con una sola voce. Essi proclamarono il Figlio consustanziale al Padre; la contesa non si chiuse, né si chiuse il mio coinvolgimento in essa. Mi affidai al battesimo solo in punto di morte, per mano di Eusebio di Nicomedia. Condannai anche mio figlio Crispo e in seguito la sua matrigna Fausta—atti che dimostrano come la giustizia dell'imperatore non sia mai immune ai dolori della propria casa.

Mantenni l'esercito mobile e le province ordinate, separando il comando civile da quello militare e concentrando le risorse in forze di campo. Stabilizzai la moneta con il solidus, un pezzo d'oro che mi sopravvisse per secoli. Per difendere gli stretti e le rotte del grano dedicai Costantinopoli sul Bosforo, una città romana rivolta a due continenti. Morii nei pressi di Nicomedia nel 337 e fui sepolto nella Chiesa dei Santi Apostoli.

What I Leave Behind

  • Marcai gli scudi dei miei soldati col Chi‑Rho prima del Ponte Milvio e sconfissi Massenzio.
  • Con Licinio a Milano ordinai la restituzione dei beni cristiani confiscati e riconobbi la libertà di culto.
  • Fondai Costantinopoli nel 330, una capitale fortificata sul Bosforo che collegava Europa e Asia e guardava le frontiere imperiali.
  • Emanai il solidus, stabilizzando le finanze imperiali e il commercio mediterraneo per secoli.
  • Convocai Nicea nel 325, sollecitando i vescovi a risolvere la controversia ariana.

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