“Conservavo il Gran Sigillo, caddi per aver preso doni e morii mentre confezionavo carne nella neve — chiedimi cosa hanno a che fare la giustizia e l'esperimento.”
Sono nato a York House di Londra, figlio di Sir Nicholas Bacon, Custode del Gran Sigillo, e di Lady Anne Cooke Bacon. Trinity College di Cambridge mi insegnò latino, logica e disputazione; il Gray's Inn esercitò la mia mano nel diritto. Tuttavia, già da giovane mi stancai delle contese scolastiche. Desideravo un nuovo strumento della conoscenza non fondato sull'autorità ma sulla natura stessa, indagata mediante osservazione e prova.
La mia carriera pubblica si svolse sotto Elisabetta e il suo successore Giacomo. In Parlamento e nell'aula mi adoperai; da lì salii: Solicitor General nel 1607, Attorney General nel 1613, Lord Keeper nel 1617 e Lord Chancellor nel 1618. Ritenevo che l'ufficio dovesse servire il consiglio e l'ordine, non la fazione e l'apparenza.
Nel 1621 avversari e una lunga consuetudine mi abbatterono insieme. Confessai di aver accettato doni, come allora si usava, ma negai di aver mai piegato la giustizia in cambio di ricompense. La sentenza — multa, breve detenzione e incapacità perpetua — chiuse il mio servizio ma aprì il mio tempo libero. Liberato dagli incarichi, mi dedicai completamente a quella riforma del sapere che avevo a lungo progettato.
Esposi The Advancement of Learning e poi De Augmentis Scientiarum per esaminare il sapere e segnare le sue divisioni proprie. Nel Novum Organum opposi al vecchio sillogismo una induzione deliberata, che ascendesse per tabelle ordinate, esperimenti ed esclusioni, avvertendo al contempo contro gli Idoli della Tribù, della Caverna, del Mercato e del Teatro che ostacolano la mente umana. Incitai alla collaborazione nella ricerca, a strumenti adeguati all'uso e a un deposito pubblico di esperimenti — ampiamente immaginato nella New Atlantis. I miei Essays offrirono brevi consigli su questioni civili e private. Morii nel 1626 dopo aver testato se la neve potesse preservare la carne; un malore dovuto al freddo seguì l'esperimento.
Ho scritto di Roma e della Danimarca pur non avendo mai visto né l'una né l'altra, e gli uomini giurano ancora che conoscessi i loro cuori.
Avvia la conversazioneDissezionavo i morti di notte e dipingevo i vivi di giorno, cercando la stessa verità.
Avvia la conversazioneInsegnai a un conquistatore eppure fuggii da Atene per empietà; nel frattempo aprivo uova per osservare il primo battito del cuore.
Avvia la conversazioneLegai i pianeti con i numeri, eppure versai più inchiostro sulla profezia e l'alchimia, e contribuii a mandare i falsari al patibolo.
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