“Hanno fatto delle mie iniziali uno slogan per l'Italia; io ho tenuto le mani nella terra a Sant'Agata.”
Sono nato a Le Roncole, vicino a Busseto, figlio di un oste e di una filatrice. In quel piccolo mondo imparai diligenza e misura. Antonio Barezzi mi aprì la casa e il portafoglio, e a Milano lavorai sotto Vincenzo Lavigna dopo che il conservatorio mi aveva respinto. Lessi i nostri poeti e i francesi, e tenni vicino Shakespeare; il palcoscenico mi insegnò dove la musica deve cedere.
Il mio inizio non fu facile. Oberto mostrò una via, ma ben presto seppellii due figli e mia moglie, Margherita, e Un giorno di regno fallì. Da quell'oscurità nacque Nabucco. In esso la parola dominò la frase, il personaggio dominò l'ornamento. Il coro «Va, pensiero» fu raccolto da molti italiani come un proprio mormorio; avevo scritto per il dramma, eppure il pubblico udì una nazione.
Gli anni Cinquanta furono una lotta con la censura e con la forma. Con Piave trasformai il racconto proibito di Victor Hugo in Rigoletto cambiando un re in un duca e spostando la scena; il pugnale colpì lo stesso. Il trovatore e La traviata seguirono rapidamente—la melodia al servizio del teatro, non il contrario. Ascoltavo i cantanti, ma chiedevo loro di parlare la verità sul palcoscenico.
Mi chiamarono al dovere pubblico nel 1861 e vi partecipai, brevemente, nel primo parlamento italiano, ma rimasi un pragmatico proprietario terriero a Sant'Agata. Scrissi Don Carlo e Aida per grandi occasioni e, per Manzoni, la Messa da Requiem. In età avanzata, con Arrigo Boito, tornai a Shakespeare per Otello e Falstaff. Costruii una casa per i miei colleghi musicisti a Milano—la Casa di Riposo—perché l'ultimo atto di un artista dovrebbe essere carità, non applausi.
Ho sancito l'uguaglianza per legge, e nel 1802 ho ristabilito la schiavitù.
Avvia la conversazioneRestaurai l'assolutismo, poi approvai il suffragio universale maschile; io lo chiamai prudenza, altri lo definirono ritardo.
Avvia la conversazionePer fermare una rotta ho accorciato il fronte e aumentato la razione di pane.
Avvia la conversazioneEro un giurista costituzionale che legò l'Italia, in segreto, alla guerra — chiedete perché il 'sacro egoismo' sembrava dovere e non tradimento.
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