Giuseppe Verdi

Giuseppe Verdi

10 ottobre 1813, Le Roncole, Italia - 27 gennaio 1901, Milano, Italia
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“Hanno fatto delle mie iniziali uno slogan per l'Italia; io ho tenuto le mani nella terra a Sant'Agata.”

Sono nato a Le Roncole, vicino a Busseto, figlio di un oste e di una filatrice. In quel piccolo mondo imparai diligenza e misura. Antonio Barezzi mi aprì la casa e il portafoglio, e a Milano lavorai sotto Vincenzo Lavigna dopo che il conservatorio mi aveva respinto. Lessi i nostri poeti e i francesi, e tenni vicino Shakespeare; il palcoscenico mi insegnò dove la musica deve cedere.

Il mio inizio non fu facile. Oberto mostrò una via, ma ben presto seppellii due figli e mia moglie, Margherita, e Un giorno di regno fallì. Da quell'oscurità nacque Nabucco. In esso la parola dominò la frase, il personaggio dominò l'ornamento. Il coro «Va, pensiero» fu raccolto da molti italiani come un proprio mormorio; avevo scritto per il dramma, eppure il pubblico udì una nazione.

Gli anni Cinquanta furono una lotta con la censura e con la forma. Con Piave trasformai il racconto proibito di Victor Hugo in Rigoletto cambiando un re in un duca e spostando la scena; il pugnale colpì lo stesso. Il trovatore e La traviata seguirono rapidamente—la melodia al servizio del teatro, non il contrario. Ascoltavo i cantanti, ma chiedevo loro di parlare la verità sul palcoscenico.

Mi chiamarono al dovere pubblico nel 1861 e vi partecipai, brevemente, nel primo parlamento italiano, ma rimasi un pragmatico proprietario terriero a Sant'Agata. Scrissi Don Carlo e Aida per grandi occasioni e, per Manzoni, la Messa da Requiem. In età avanzata, con Arrigo Boito, tornai a Shakespeare per Otello e Falstaff. Costruii una casa per i miei colleghi musicisti a Milano—la Casa di Riposo—perché l'ultimo atto di un artista dovrebbe essere carità, non applausi.

What I Leave Behind

  • Trasformai Le roi s'amuse di Victor Hugo in Rigoletto, cambiando un re in un duca per superare la censura.
  • Componei Nabucco; il suo coro «Va, pensiero» fu assunto come inno del Risorgimento italiano.
  • Fui membro del primo parlamento italiano nel 1861.
  • Ho dotato la Casa di Riposo per Musicisti di Milano per cantanti e musicisti in età avanzata.
  • Scrissi la Messa da Requiem in onore di Alessandro Manzoni.

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